COME MAI ABBIAMO SCELTO DI COLTIVARE IL POMODORO?

Come prima cosa, è meglio sfatare un mito: il pomodoro da passata non è più una prerogativa unicamente del Sud Italia.

L'Emilia Romagna, a differenza di quello che pensano in molti, è una delle regioni in cui la produzione di questo pomodoro è più alta: similmente a quanto è accaduto per il grano duro, il forte cambiamento climatico ha fatto si che la fascia favorevole alla coltivazione di questo frutto si sia ampliata dalla zona del Sud Italia, fino alle regioni del Centro.

Il nostro territorio ha le caratteristiche agronomiche perfette per coltivarlo, sia a livello di terreno, che a livello di clima: il terreno argilloso, tipico delle nostre zone, è ideale per tutte le colture che naturalmente contengono molta acqua (come pomodoro, melone e anguria). Questo terreno cede acqua alla pianta con più difficoltà, stimolando la pianta stessa a produrre da sola i liquidi per riempire i propri frutti. Con un terreno argilloso, non nascono frutti che “non sanno da niente”, insomma!

PERCHÉ LA COLTIVAZIONE TRAMITE TECNICHE AGRICOLE "MANUALI"?

La lavorazione a mano garantisce, oltre un controllo continuo e accurato di tutto il processo, anche una raccolta progressiva e meticolosa dei pomodori sicuramente pronti per la trasformazione o per essere mangiati.

Questo assicura una qualità intrinseca del prodotto: suddividere la raccolta in diverse fasi, ci permette di “pettinare” la pianta, controllarla ad ogni raccolta, e staccare solo i frutti che hanno raggiunto il giusto livello di maturazione, permettendo a quelli acerbi di terminare il ciclo di crescita attaccati alla pianta e non in un frigo. Quest’ultimo tipo di maturazione infatti è “a carico” del solo frutto, che non trae nutrimento dalla terra: l'energia e le sostanze nutritive di un frutto staccato acerbo e fatto maturare artificialmente saranno minori di uno lasciato attaccato alla pianta.

Come spesso accade, anche il pomodoro ha un acerrimo nemico, che ad oggi è davvero difficile da affrontare: la Peronospora è un fungo patogeno, tipico di alcune colture (come patate, uva e pomodoro) che colpisce foglie e frutto. Essa prolifera negli ambienti umidi e viene trasportata da vento e pioggia: le nebbie e le pesanti rugiade mattutine di agosto sono le nemiche numero uno dei pomodori!

Per combatterla utilizziamo una miscela di zolfo e rame in bassissime percentuali, che applichiamo sulla superficie delle foglie. Questi minerali non vengono assorbiti dalla pianta ma creano una patina naturale che soffoca il fungo.  

La distanza tra pianta e pianta (20-25 cm), così come tra i filari (1.80 mt) garantiscono il circolo dell'aria e di conseguenza, diminuiscono la possibilità di proliferazione della Peronospora; al contrario le coltivazioni industriali sono più fitte per aumentare la produttività, giacché la proliferazione della Peronospora è impedita dai fitofarmaci chimici.

Naturalmente questa attenzione, questo amore quasi morboso che abbiamo per il pomodoro e per la sua salute, limita la produzione a un quarto rispetto alle produzioni industriali. Ma questa è una nostra scelta, e la portiamo avanti con orgoglio.

COSA RENDE SPECIALE LA NOSTRA PASSATA DI POMODORO?

La nostra è un tipo di passata “tradizionale”, dove tutto il procedimento è controllato a mano, dove è l'azione dell'uomo a prevalere, e non l'utilizzo di macchinari.

Il pomodoro viene raccolto al grado di maturazione perfetta, e viene portato al laboratorio di trasformazione: qui i contenitori vengono svuotati in vasche d'acqua per procedere al lavaggio e a una ulteriore cernita. A differenza delle colture industriali, il nostro pomodoro non necessita di sterilizzazione: la raccolta a mano impedisce che in mezzo ai frutti ci siano agenti contaminanti gravi, cosa che non è certo garantita nelle raccolte industriali a mezzo macchinari. Raccogliere su larga scala rende tutto più veloce e massiccio ma impreciso, e si finisce per raccogliere in modo indiscriminato anche piccoli animali, insetti, terriccio e il pomodoro dovrà per forza essere mondato da questa contaminazione con alte temperature per garantire lo sterminio di batteri e germi (sterilizzazione).

La nostra scelta, infine è quella di non aggiungere conservanti e coloranti artificiali, ma il conservante naturale per eccellenza: il sale.

Così, quello che nasce è un prodotto di qualità, genuino, e di un gusto eccellente.

Perché il pomodoro è perfetto, unico e generoso così com'è, come lo decantava Pablo Neruda

"ci offre

il dono

del suo colore focoso

e la totalità della sua freschezza."