Viaggiatore nato

Novembre è il mese che ci piace di più perché ci sono i kiwi.

Questo frutto così particolare, all'apparenza esotico e buffo, è invece un altro punto di forza della nostra azienda da moltissimi anni, anzi, diremmo ormai un'istituzione.

Il kiwi viene considerato un frutto giovane, recente, mentre ha alle spalle una storia piuttosto consolidata: il suo viaggio comincia nella Cina meridionale, viaggia in Nuova Zelanda, dove trova un terreno ideale per essere coltivato, poi naviga fino all'Europa. Agli inizia del Novecento, arriva in Italia, trovando il clima perfetto: siamo infatti i primi produttori al mondo!

Qualità d'eccezione

Il nonno Aldo ha fatto di certo una scelta contro corrente, più di 30 anni fa, scegliendo di coltivare questa strana bacca ricoperta di peluria. Oggi, Giovanni porta avanti con orgoglio la coltivazione di questo frutto straordinario per le sue qualità eccezionali:

  • ha un altissimo contenuto di vitamina C, superiore persino alle arance! A questa già straordinaria proprietà, si affianca anche un basso contenuto zuccherino (a differenza degli agrumi) che lo rende ideale anche a chi ha problemi di diabete.
  • è un ottimo regolatore intestinale: i semini al suo interno infatti, aiutano e regolarizzano il transito del cibo senza alterare l'equilibrio, in un organo che è uno tra i più importanti del nostro corpo (considerato un “secondo cervello”).

Il kiwi di BioPastoreria

L'impianto di kiwi non è stato interrato nella nostra campagna aperta a Ro, bensì nel “giardino” di casa del nonno Aldo e della nonna Anna, a Guarda Ferrarese. Un “giardino” di quasi un ettaro! 

Il kiwi è un frutto che nelle nostre zone si è ambientato in modo perfetto: è una pianta forte, adattabile, e soprattutto, non è soggetto all'aggressione di patologie particolari, a differenza della mela e della pera che hanno patogeni specifici. Abbiamo voluto rispettare questa sua resistenza, e dal 1987, anno in cui è stato interrato l'impianto, non abbiamo mai utilizzato prodotti chimici.

L'essenza della nostra azione sulle piante si riduce quindi alla potatura (nel periodo di Febbraio) e ad un'abbondante concimazione: il terreno è sabbioso, garantisce un buon drenaggio dell'acqua, e basta aggiungere solo fertilizzante organico come letame di cavallo, perfetto perchè in gran parte formato di paglia, che dissolvendosi crea una pacciamatura totalmente naturale.

I fragili rami degli alberi vengono legati alle impalcature, per evitare che il vento li spezzi e, a maggio, nascono i magnifici fiori, dai morbidi petali color latte. 

Forse non tutti sanno che il kiwi ha due tipi di fiori: come pianta dioica (cioè i gameti maschili e femminili vengono prodotti su due piante diverse) ha fiori maschili e femminili su due piante diverse!

Il nostro impianto è strutturato con un kiwi-maschio, ogni sette kiwi-femmina (quelle che daranno i frutti). Api, vento e pioggia, nel periodo primaverile, si occuperanno dell'impollinazione dei fiori femminili.

Kiwi in festa!

I primi frutti nascono a giugno, vengono diradati per evitare dispendio di energie alla pianta, e crescono fino a ottobre: nel week end che coincide con Ognissanti, solitamente procediamo alla raccolta e alla nostra ormai tradizionale “Festa del kiwi”. Amici, parenti, curiosi da ogni parte d'Italia si ritrovano sotto i rami dei nostri kiwi, per condividere una giornata di lavoro, campagna, natura e amicizia.

Dopo la raccolta, i kiwi vengono raccolti in bins e non stoccati (conservati), in cella frigo: questa procedura ne accorcia di netto la “vita”, ma garantisce un prodotto che raggiunge naturalmente la maturazione senza che il suo ciclo venga alterato con un drastico abbattimento di temperatura.

Terra che lavora, riposando

Novembre è il mese che ci piace di più, perché la natura intorno a noi comincia a stiracchiarsi, è stanca per il lungo lavoro di primavera ed estate, e comincia a tingersi di colori romantici, un po' meno accesi forse, ma ugualmente spettacolari.

Il tempo ci renderà il lavoro più duro: pioggia, vento e freddo ci costringeranno anche a dover stare lontani dalla campagna, rendendoci tristi. Ci affiancherà una terra del tutto diversa, d'ora in poi sarà bagnata e gonfia di acqua fino a scoppiare, oppure dura e fredda, ma continuerà ugualmente a lavorare al nostro fianco.

Siamo umani, siamo animali, siamo fatti di terra e come ogni essere vivente, anche noi, in questo mese mutiamo, ci prepariamo, ci evolviamo, in vista delle nuove sfide che irrimediabilmente ci attendono con il primo, tiepido sole della primavera.